Nell’amministrazione giudiziaria la Dirigenza è un concetto complesso che coinvolge il Magistrato capoufficio (in questo caso l’Avvocato Generale) ed il Dirigente Amministrativo.
L’Avvocato Generale ha la titolarità e la rappresentanza nei rapporti con Enti istituzionali e con gli altri Uffici Giudiziari ed anche la competenza ad adottare i procedimenti necessari per l’organizzazione dell’attività giudiziaria comunque concernenti la gestione del personale di magistratura ed il suo stato giuridico.
Il Dirigente Amministrativo è a capo della struttura amministrativa, ne è il punto di coordinamento organizzativo e si occupa della gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali funzionali allo svolgimento dell’attività dei Magistrati ed al funzionamento di tutti i servizi della Procura Generale.
Col D.L. 240/2006 sono state individuate le competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari. Gli artt. 2 e 3 di detto decreto assegnano al Dirigente la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali. L’art. 4 prevede che entro il 15 febbraio di ciascun anno il magistrato capo dell’ufficio ed il dirigente amministrativo ad esso preposto redigano, tenendo conto delle risorse disponibili ed indicando le priorità, il programma delle attività da svolgersi nel corso dell’anno, in coerenza con l’atto di indirizzo del Ministro della Giustizia. Conseguentemente redigono gli obiettivi che l’ufficio è chiamato a realizzare nell’anno di riferimento. Al Dirigente amministrativo sono attribuiti gli atti di gestione e di amministrazione del personale, nonché la titolarità dell’esercizio del potere disciplinare per irrogazione di sanzioni. Detta materia è regolata dall’art. 55 del D.Lgs. 165/01.
L’Ufficio è strutturato su tre diverse aree di competenza:
- area affari amministrativi e contabili;
- area affari giurisdizionali, spese di giustizia ed ordini professionali;
- area esecuzioni penali.
Nella figura successiva è riportato l’organigramma.